Cultura

Testa di Moro: la leggenda che racconta una storia di amore e vendetta

testa di moro

di Francesca Pace 

Camminando per il centro storico di Palermo vi sarà capitato di notare dei bellissimi vasi in ceramica dipinti a mano, raffiguranti la testa di un Moro e quella di una bella donna.

La leggenda narra che intorno al 1100, durante il periodo della dominazione araba, nel quartiere della Kalsa viveva una bella fanciulla la cui pelle era simile ai fiori di pesco e i cui occhi ricordavano il mare di Palermo. La fanciulla trascorreva le sue giornate in casa, prendendosi cura delle piante che teneva nel balcone.

Un giorno passò da lì un giovane Moro e non appena la vide s’innamorò di lei, anche la fanciulla fu colpita dalla bellezza di questo ragazzo dalla pelle scura. Il Moro si fece coraggio e decise di entrare in casa della donna per dichiararle il suo amore.

La felicità, purtroppo, non durò a lungo perché la bella siciliana scoprì che il Moro sarebbe presto ritornato in Oriente, dove lo aspettavano la moglie e i figli. La rabbia e il dolore della fanciulla erano incontenibili, così in piena notte tagliò la testa al Moro e la mise sul suo balcone. All’interno piantò una pianta di basilico che in poco tempo crebbe rigogliosa. Chiunque passava dalla strada rimaneva affascinato dalla bellezza del vaso e della pianta che la fanciulla innaffiava con le sue lacrime. In poco tempo molti abitanti si fecero realizzare dei vasi in ceramica raffiguranti la testa del Moro.

Ancora oggi in alcuni balconi o giardini si vedono questi vasi dalla manifattura pregevole. La testa di Moro è diventata uno dei simboli della cultura siciliana e con la sua leggenda continua ad affascinare coloro che si trovano di passaggio nella nostra bella città.

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