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Tasse esorbitanti all’università di Palermo, la denuncia degli studenti. Il rettore fa dietro front

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Prima lo stupore, poi la rabbia dei molti studenti universitari dell’Ateneo palermitano alla notizia del vertiginoso aumento delle tasse. A dare l’allarme tutti quei ragazzi che si sono trovati a dover saldare il conto con l’Università. Infatti, chi aveva programmato di terminare gli studi entro marzo non era tenuto a regolare il pagamento delle tasse per il corrente anno accademico. Poi succede l’imprevisto; gli studenti, che per un motivo o per un altro hanno visto slittare la propria laurea da marzo a luglio, nel momento in cui inserivano il loro Isee per pagare la rata mancante, sono stati automaticamente proiettati nell’ultima fascia di reddito, la numero 27, che si traduce in circa 2700 euro tenendo conto delle more, in aumento ogni 30 giorni a decorrere dalla scadenza.

A prevederlo, una delibera del Cda datata 1 luglio 2016 approvata all’unanimità. Nel testo si legge che “allo studente che non avesse inserito il numero di protocollo del proprio Isee entro il 31 dicembre dell’anno accademico di iscrizione verrà assegnata la fascia 27”. La scadenza non è stata riportata nell’apposito cronoprogramma, né vi è stata un’adeguata pubblicità.

Chi si trovava nella prima fascia di reddito si è ritrovato nell’ultima, chi si trovava nella fascia di reddito 0 non è stato assegnatario di borsa di studio. La delibera ha interessato circa 9 mila studenti.

Fortunatamente dal Rettorato fanno sapere – tramite una nota di chiarimento – che gli unici che dovranno rispettare quanto scritto nella delibera sono coloro che avevano già pagato le tasse non fornendo il numero di protocollo Inps e che quindi erano stati collocati in fascia 12. Per quanto riguarda i laureandi della sessione straordinaria, che non sono riusciti a laurearsi per marzo, potranno iscriversi all’anno accademico in corso senza che sia richiesto il pagamento delle relative more.

Gli studenti, e soprattutto le famiglie, potranno tirate un sospiro di sollievo.

 

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