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Sessione invernale conclusa con un nulla di fatto. Il Palermo discende negli inferi come Dante e Virgilio?

Maurizio-Zamparini

“Lasciate ogne speranza, voi ch’intrate”, diceva il sommo Dante Alighieri nel terzo canto dell’Inferno. In quell’occasione la porta d’entrata verso gli inferi sottolineava come il viaggio dei dannati nell’Inferno fosse di sola andata. Una situazione sempre più vicina a quella del Palermo calcio in questo maledetto campionato ancora in corso. La porta in questo caso è quella del Renzo Barbera, dove i tifosi entrano ormai sempre più certi di trovarsi nello stesso luogo in cui si trovava Dante, all’inferno appunto.

Si è chiusa da poco la sessione invernale del calciomercato, ed anche in questo caso il bottino è decisamente magro, quasi nullo. Anzi, a conti fatti sembra che la squadra ne esca deperita. Con le cessioni infatti di Robin Quaison, passato al Mainz, Hiljemark al Genoa, Bentivegna, andato in prestito all’Ascoli proprio oggi, Alastra al Benevento, Bouy alla Juventus e Cassini svincolato, sembra proprio che il motto sia incassare e abbandonare.

Soltanto due le entrate nel club rosanero, Silva e Sunjic, che con tutto il rispetto non si sa che cambiamenti significativi possano effettivamente apportare in chiave salvezza. Da aggiungere anche che qualche giocatore ha rifiutato, parliamo di Biabiany che neanche ci ha pensato, Bovo un pò di tempo fa, Yao, Gnoukouri e Crimi che ha preferito la serie B.

Insomma pare che il Palermo non faccia più gola a nessuno, e che presagi di sventura sorvolino ormai i cieli di tutto il mondo. A piangere sono i tifosi, delusi e mesti, i quali incassano settimana dopo settimana umilianti sconfitte, tornando a casa delusi piano piano, come diceva Luigi Tenco in una sua famosa canzone.

Tanto si è detto, vociferato, sperato. Da una cessione della società mai avvenuta, almeno fino ad ora, con Frank Cascio atterrato a Palermo e subito decollato per l’America, con gli investitori Cinesi, che più che investitori sono sembrati fantasmi, ed una collezione di avvicendamenti in panchina che ad oggi, farebbe invidia a chiunque. Finchè c’è la matematica c’è speranza, qualcuno compreso il presidente Zamparini dice? Staremo a vedere. In fin dei conti noi spettatori siamo, ed in cuor nostro sempre speriamo (c’è anche la rima).

E che la visione della società e delle speranze, traghettate da Caronte verso l’inferno della serie B o peggio, non sia con noi.

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