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Protezione civile: “Rischio meteo non vuol dire chiudere le scuole”

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Dopo l’emanazione di avvisi di protezione civile con allerta rossa per rischio meteo idrogeologico e idraulico, si è osservato che la principale delle misure attuate è, pressoché in automatico, l’emissione di un’ordinanza sindacale di chiusura delle attività didattiche. S’intende chiarire che non può sussistere un diretto rapporto tra l’emanazione dell’avviso di protezione civile con allerta rossa e la conseguente chiusura delle attività didattiche”. Lo dice una nota del dipartimento di protezione civile regionale. ”Gli avvisi – continua – hanno sempre valore di previsione e non di certezza di accadimento e si ritiene che la chiusura delle scuole debba essere determinata esclusivamente sulla base dell’esame del rischio esistente sul territorio e, pertanto, dovrà essere valutato se i plessi scolastici sono ubicati, o se la viabilità che dovranno percorrere i loro fruitori ricade, su aree a rischio idrogeologico o idraulico.

In tale situazione, allora, potrebbe ipotizzarsi la chiusura delle attività didattiche (ma anche di quelle lavorative e produttive) che altrimenti sarebbe assolutamente priva di necessità’. Il dipartimento fa rilevare che ”gli avvisi di protezione civile riguardano separatamene il rischio idrogeologico (effetti al suolo derivanti dalle forti precipitazioni es. frane e colate detritiche o di fango ecc.) e il rischio idraulico (effetti sui corsi d’acqua derivanti dalle forti precipitazioni es. esondazioni); non contengono notizie dirette in ordine a livelli di piovosità”.

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