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Perizia psichiatrica su imputato che uccise ragazzo dopo una lite

Foto di Nicola Mazzara

Si celebreranno davanti al gup Fernando Sestito i due procedimenti – uno per rissa e l’altro per omicidio e tentato omicidio – scaturiti dalla lite tra due famiglie, a Palermo, che costò la vita, lo scorso 25 giugno, a Roberto Frisco di 20 anni, accoltellato a morte. Il delitto avvenne nel quartiere Cruillas. Nella rissa rimasero feriti Giuseppe Frisco, padre della vittima, e Nunzio Lo Piccolo. Proprio su quest’ultimo, assistito dall’avvocato Gaetano Turrisi, sarà fatta una perizia per capire se al momento del delitto era lucido. Lo Piccolo, infatti, fu colpito dalle martellate dei Frisco e riportò numerosi traumi cranici. Secondo quanto ricostruito dalla Procura, la scintilla sarebbe stata lo sguardo che un fattorino di una pizzeria avrebbe rivolto a Francesco Frisco, fratello della vittima.

I due erano ex amici, Frisco non l’avrebbe presa bene e poco dopo avrebbe raggiunto il ragazzo nella pizzeria, prendendolo a pugni e colpendolo con uno sgabello. Il fattorino poi avrebbe raccontato dell’aggressione a Nunzio Lo Piccolo, che avrebbe raggiunto Frisco nella sua abitazione per cercare di riappacificare i due. L’uomo e il fattorino però sarebbero stati colpiti da Frisco a martellate in testa e agli arti. Fuggiti all’aggressione, Lo Piccolo dopo essersi procurato un coltello da cucina è tornato nell’abitazione di Frisco, assieme al padre Giuseppe e al fratello Salvatore. Francesco Frisco intanto non era più da solo, con lui il fratello Roberto e il padre Giuseppe. Ne sarebbe scaturita una violenta rissa, Roberto Frisco è stato accoltellato a morte, mentre tutti gli altri sono rimasti feriti.

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