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Palermo città più trafficata d’Italia, è l’ora di cambiare!

traffico vet

Secondo uno studio effettuato da TomTom, la più famosa società al mondo che produce cartografie e dispositivi di navigazione satellitare, sull’andamento del traffico nelle più grandi città del mondo, ne è venuto fuori, per quanto concerne l’Italia, una situazione tutt’altro che positiva.

Le ricerche sono state effettuate in tutto l’arco del 2016 sulla base di un rilevamento dei dati di percorrenza effettivi (elaborati grazie al database di  TomTom che vanta circa 19 mila miliardi di dati raccolti in quasi dieci anni di ricerche), misurati sull’intero network stradale, comporto da 390 città di 48 paesi, sparse nei sei continenti. La peggiore nel mondo è città del Messico dove la percentuale di traffico tocca il 66% seguita da Bangkok con il 61% e Jakarta con il 58%. Dal 2008 a oggi il dato è aumentato del 23% a livello mondiale e la cosa sembra essere, in prospettiva, ancora in crescita nei prossimi anni.

Come anticipato in precedenza la situazione in Italia non è delle migliori: al primo posto troviamo Palermo con un 43% (è la quarta in Europa addirittura), seguito poi da Roma con il 40%, Messina 39%, Napoli 33% e Reggio Calabria con il 31%. Si tratta di dati molto importanti in quanto confermano come nei primi posti ci siano non tutte le città più grandi ma quelle dove si utilizzano maggiormente i mezzi autonomi a discapito dei servizi pubblici.

Palermo, dunque, primeggia in questa particolare classifica; gli automobilisti di Palermo impiegano in media il 43% del tempo in più per percorrere un tratto stradale rispetto a quanto si possa fare con una situazione di traffico regolare. In media parliamo di 149 ore di coda in un anno. Questo ovviamente comporta gravi danni all’ambiente e alla salute dell’uomo, senza considerare consumi elevati per vetture non di ultima generazione che non hanno sistemi di risparmio energetico (ad esempio le vetture dotate di Start & Stop).

Una soluzione potrebbero essere le autovetture di nuova generazione che non hanno combustione fossile come ad esempio le autovetture elettriche che sfruttano propulsori alimentati da batterie che hanno bisogno di essere ricaricate in media ogni 300 Km. Le auto elettriche in una città come Palermo permetterebbero innanzitutto di ridurre le di emissioni nocive per l’atmosfera, in secondo migliorerebbero la qualità della vita. Ricordiamo poi che queste auto sono silenziose in quanto il motore non ci sono rumori di carburazione. E poi c’è da considerare il fatto che il costo dell’energia elettrica impiegato dall’auto per spostarsi è decisamente inferiore rispetto a quello della benzina o del gasolio.

Certo non sarà facile pensare per Palermo ad una rivoluzione in tempi brevi: le auto elettriche hanno prezzi di acquisto ancora molto elevati a causa dell’elevato costo delle batterie e poi c’è da considerare l’autonomia limitata che in Italia rappresenta ancora un grosso scoglio da abbattere in quanto la rete stradale è realmente scarsa di colonnine per il rifornimento e la Sicilia sotto questo aspetto è una delle Regioni messa peggio in Italia. Serve una rivoluzione a livello culturale prima di tutto, probabilmente ci vorranno anni per vedere circolare anche nella nostra città un numero considerevole di auto ad emissioni zero. Nell’attesa che ciò avvenga sarebbe il caso di prendere in considerazione la possibilità di vendere auto sul web o comunque di lasciarla a casa ed utilizzare mezzi alternativi per muoversi. Quali? Si potrebbe pensare alla bici, ai mezzi pubblici o al carsharing, ovvero l’auto che si condivide tra automobilisti. E’ necessaria soltanto tanta buona volontà.

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