Cronaca

Palazzo dei Normanni inaccessibile ai disabili. Riunione commissione spostata al piano terra. Lettera dei fratelli Pellegrino

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Inaccessibile ai disabili in carrozzella Palazzo dei Normanni, sede del Parlamento siciliano. Gli scivoli mobili installati nelle scale del piano parlamentare, per consentire ad alcuni disabili gravissimi di partecipare alla riunione della commissione Sanità convocata proprio per affrontare il tema della disabilità, non sono adatti per reggere il peso delle carrozzelle più strutturate. Cosi la riunione prevista nella Sala rossa, al secondo piano, è stata spostata in una sala al piano terra tra l’imbarazzo degli assistenti parlamentari e la rabbia dei familiari che accompagnano i disabili.

“Avevamo informato gli uffici dell’Assemblea una decina di giorni fa sulla necessità di avere degli scivoli per le carrozzelle strutturate, quando siamo arrivati a Palazzo e abbiamo visto quelli sistemati siamo rimasti di stucco”, dicono alcuni familiari dei disabili. Sono stati gli assistenti parlamentari a darsi da fare per aiutare le famiglie, mentre i funzionari dell’Ars cercano di risolvere il problema. La riunione era prevista per le 10.30, ma non è ancora cominciata. Il personale dell’Ars sta allestendo una sala nell’ufficio del gruppo parlamentare di Sicilia democratica, nel cortile Fontana, al piano basso del Palazzo.

Poi finalmente la riunione inizia ed il governatore Crocetta comunica: “Abbiamo accertato che i disabili gravissimi in Sicilia sono 2.700 e non 3.600. Questo lavoro di chiarezza l’abbiamo fatto col supporto delle Asp. Intanto abbiamo attivato una serie di misure che ci consentono di quantificare in 560 milioni la dotazione del fondo per la disabilita”.

In apertura di seduta i fratelli Pellegrino hanno letto una lettera rivolta ai politici siciliani: “Nella redazione del bilancio dovete prima, senza alcuna discrezionalità, allocare le risorse sufficienti per le esigenze dei disabili, e solo poi, con quello che rimane, distribuire come meglio vi aggrada i soldi e la fantasia non vi mancherà, spaziando come volete dalla formazione per formati e formatori, al mantenimento di strutture di indubbia utilità, alla salvaguardia delle prerogative di diritti acquisiti vostri e di vostri discendenti e ascendenti, fino alla incomprimibili e non rivedibili spese di funzionamento di questa stessa sacra Assemblea. Dovete fare esattamente il contrario di quello che avete fatto fino ad ora”. “A noi non importa come decidete di trovare questi soldi, sancendone per legge il vincolo di destinazione – aggiungono i fratelli Pellegrino – Avete a disposizione fior di funzionari parlamentari, di consulenti strapagati e quantità planetarie di professionalità dirigenziali interne e incaricate esterne debordanti per tale scopo, vi diamo quindi 7 o 10 giorni al massimo per l’approvazione di un emendamento correttivo della legge di bilancio”.

Basta con “schermaglie e tattiche rimpallanti presagio di fallimenti” tra il governo della Regione e il Parlamento siciliano, “è un giochetto vecchio”, dicono i due fratelli. “Vi scongiuriamo di risparmiarcelo”, altrimenti, proseguono i due fratelli, “vi farete prima di tutto voi del male”. “Perché noi risponderemo con una manifestazione mai vista a cui parteciperanno tante personalità del mondo della cultura, dello spettacolo e della società civile che in questi giorni ci hanno contattati a tal fine – annunciano i fratelli Pellegrino – Nulla di paragonabile, per grandezza e personalità coinvolte, al pur fortissimo risalto mediatico delle azioni di febbraio. Sarà il vostro gigantesco e definitivo funerale (mediatico s’intende)”. E aggiungono: “E ci organizzeremo anche dopo, seppellendo (in senso figurato, ovviamente) i sindaci, gli assessori, i consiglieri e i dirigenti degli enti locali, con numerose class action, per ottenere l’attuazione forzata dei nostri diritti, forti anche della sentenza della Corte costituzionale, con maggiori danni per le casse regionali e degli enti locali, di cui la dirigenza politica e amministrativa responsabile risponderà davanti al giudice contabile”.

“Questa è la seconda e ultima volta che varchiamo la soglia di questi Palazzi. Non vi entreremo più perché ogni volta, lo confessiamo, proviamo un certo disagio nel calpestare (si fa per dire) questi sfarzosi ambienti, espressione simbolo di una Sicilia nobile e ricchissima che non dovrebbe avere problemi a trovare i soldi per i suoi figli più sfigati dalle avversità di una vita che continuano ad amare, insieme alle loro famiglie e ai loro caregiver, come è giusto che sia”.

Basta con “schermaglie e tattiche rimpallanti presagio di fallimenti” tra il governo della Regione e il Parlamento siciliano, “è un giochetto vecchio”, dicono i fratelli tetraplegici Gianluca e Alessio Pellegrino in una lettera indirizzata ai politici siciliani. “Vi scongiuriamo di risparmiarcelo”, altrimenti, proseguono i due fratelli, “vi farete prima di tutto voi del male”. “Perché noi risponderemo con una manifestazione mai vista a cui parteciperanno tante personalità del mondo della cultura, dello spettacolo e della società civile che in questi giorni ci hanno contattati a tal fine – annunciano i fratelli Pellegrino – Nulla di paragonabile, per grandezza e personalità coinvolte, al pur fortissimo risalto mediatico delle azioni di febbraio. Sarà il vostro gigantesco e definitivo funerale (mediatico s’intende)”. E aggiungono: “E ci organizzeremo anche dopo, seppellendo (in senso figurato, ovviamente) i sindaci, gli assessori, i consiglieri e i dirigenti degli enti locali, con numerose class action, per ottenere l’attuazione forzata dei nostri diritti, forti anche della sentenza della Corte costituzionale, con maggiori danni per le casse regionali e degli enti locali, di cui la dirigenza politica e amministrativa responsabile risponderà davanti al giudice contabile”.

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