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Nuova rete ospedaliera, tanti cambiamenti nelle strutture siciliane

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Chiuderanno 215 unità operative complesse e verranno meno alcuni posti da primario. Ecco cosa prevede la versione definitiva della rete ospedaliera siciliana, derivante da riunioni tecniche che si sono tenute venerdì scorso.

Oggetto del tavolo tecnico è stata anche la delicata questione relativa ai posti letto nonché la suddivisione della rete ospedaliera in hub, spoke, presidi di base e ospedali più “periferici”. La prima riguarda le strutture di secondo livello specializzate, mentre la seconda comprende le grandi strutture ospedaliere munite di pronto soccorso e reparti di rianimazione i quali aumenteranno da 18 a 22. Diversamente gli hub passeranno da otto a sette. Per presidi di base si intendono quelle strutture composte da chirurgia e medicina generale, ortopedia e prima assistenza.

Per Palermo nessun cambiamento per le strutture dell’Arnas Civico e del Policlinico. Il Giglio di Cefalù rientrerà nelle strutture di primo livello tanto quanto il complesso ospedaliero Ingrassia. Confermati come presidi di base gli ospedali di Partitico e Termini Imerese. Corleone e Petralia Sottana vengono altresì confermati come presidi in punti più periferici.

L’ospedale di Marsala passerà al primo livello insieme ai già confermati ospedali di Trapani e Salemi. Tutto invariato a Mazara del Vallo, Alcamo e Castelvetrano.

 

Per quanto riguarda l’area orientale della Sicilia, a Catania le strutture Cannizzaro, Garibaldi e Policlinico diventeranno ospedali di secondo livello. Caltagirone e l’ospedale riunito di Acireale-Giarre rientreranno nel primo livello. Presidi di base a Biancavilla e Paternò.

 

Primo livello anche per la struttura Modica-Scicli, nel ragusano, mentre a Siracusa saranno l’Umberto I e l’ospedale di Avola-Noto a fregiarsi di questo titolo. Confermato il presidio di base a Lentini mentre ad Augusta permane il presidio in zona disagiata.

Si affianca al San Vincenzo di Taormina e al Papardo l’ospedale Bonino Pulejo-Piemonte, a Messina. Gli ospedali di Sant’Agata di Militello e Patti confermati presidi di base mentre le strutture di Lipari e Mistretta rientrano in quelle più periferiche.

L’ospedale di Caltanissetta, unito a quello di San Cataldo, diventerà una struttura altamente specializzata. Gli ospedali di Mazzarino e Mussomeli confermati strutture in zone disagiate.

Aria di conferme anche ad Agrigento; gli spoke saranno il San Giovanni di Dio e la struttura ospedaliera riunita di Sciacca e Ribera. Presidi di base invece a Canicattì e Licata. Altro spoke ad Enna (Umberto I) mentre a Piazza Armerina sarà presente un presidio di base. La struttura di Leonforte, distaccatasi dall’Umberto I, diventerà un ospedale “periferico”.

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