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Nasce un centro studi a Bagheria sui giornalisti uccisi dalla mafia

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Giovedì 26 gennaio sarà inaugurata e aperta al pubblico la “Casa di Giuseppe Francese” (via Sant’Isidoro Monte, 42/A), che diventa un centro giovanile di aggregazione e di documentazione sui giornalisti uccisi dalla mafia. Giuseppe era il più piccolo dei figli di Mario Francese, si tolse la vita il 3 settembre del 2002, a 36 anni, segnato dalla vicenda del padre. La sua casa venne affidata dalla famiglia alla comunità parrocchiale di San Giovanni Bosco, per attività sociali rivolte ai ragazzi. Grazie a questo atto di generosità, oggi la “Casa di Giuseppe” diventa un centro di aggregazione per i giovani, uno spazio di incontro e di confronto ma, soprattutto, un centro di documentazione sui giornalisti uccisi dalla mafia.

Un momento importante che vedrà la partecipazione di Giulio Francese (giornalista, figlio e fratello di Mario e Giuseppe); di Riccardo Arena (Presidente dell’Ordine dei Giornalisti di Sicilia); di padre Francesco Stabile (storico della Chiesa); e di don Francesco Galioto (parroco della chiesa di San Giovanni Bosco). Saranno presenti le associazioni che hanno dato vita a questo centro di aggregazione. Infine alle 18.30 sarà celebrata una messa nella chiesa di San Giovanni Bosco, sempre a Bagheria.

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