Cronaca

Migranti: operazione della Gdf, 15 fermi per ingressi illegali

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Quindici provvedimenti di fermo da parte della guardia dei finanzieri di Palermo in collaborazione con i colleghi di Marsala, nei confronti di altrettanti tunisini e italiani, appartenenti a un’associazione per delinquere transnazionale dedita al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e al contrabbando di tabacchi lavorati esteri. Sequestrate anche 10 auto e due imbarcazioni utilizzate per i traffici illeciti. I fermi rientrano nell’operazione “Scorpion Fish” eseguita, tra il gennaio 2017 e oggi, dal Gico di Palermo in sinergia con la compagnia di Marsala. A capo dell’organizzazione vi sarebbe un gruppo di tunisini, con elementi italiani in posizione subordinata. I traffici avvenivano tra la Tunisia e le coste del Trapanese, grazie all’utilizzo di veloci gommoni d’altura, capaci di percorrere il tragitto in meno di 4 ore. Trasportate persone in grado di pagare il rilevante costo della traversata e introdotte nel nostro paese sigarette di contrabbando.

L’inchiesta, condotta dal Nucleo di Polizia Tributaria della Finanza, è coordinata dal procuratore di Palermo Francesco Lo Voi e dai pm Gery Ferrara e Claudia Ferrari. I fermati sono accusati di associazione a delinquere transnazionale dedita al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e al contrabbando di tabacchi lavorati esteri. La Finanza ha inoltre sequestrato dieci auto e due imbarcazioni utilizzate per i traffici illeciti. L’organizzazione, composta da pericolosi pregiudicati tunisini e complici italiani grazie all’utilizzo di veloci gommoni d’altura condotti da esperti “scafisti”, capaci di percorrere il tragitto anche in meno di 4 ore, ha trasportato in Italia persone in grado di pagare migliaia di euro per la traversata e ha introdotto in Italia sigarette di contrabbando. In prossimità delle spiagge e delle calette di approdo ai migranti veniva fornito un vero e proprio servizio “shuttle” fino alle basi logistiche dell’organizzazione, dalle quali chi aveva fatto la traversata – rifocillato e fornito di vestiario – raggiungeva le destinazioni scelte.

La banda che gestiva i viaggi sulle coste trapanesi di piccoli gruppi di migranti a bordo di gommoni veloci, scoperta dalla Finanza, era pronta a imbarcare anche soggetti ricercati dalle autorità di polizia tunisine per la commissione di gravi reati o per avere possibili connessioni con formazioni di natura jihadista. L’organizzazione, infatti, aveva programmato (ma non ancora attuato) l’approdo sulle coste trapanesi, tra gli altri, di soggetti pericolosi ancora non identificati, uno dei quali temeva, oltre che di essere arrestato dalla Polizia tunisina, anche di essere respinto per terrorismo dalla polizia italiana, una volta giunto nel nostro Paese.

Le indagini hanno svelato un vero e proprio sistema illecito “transnazionale”, che operava tra la Tunisia e l’Italia, in cui ogni membro dell’organizzazione rivestiva un ruolo ben preciso occupandosi, a seconda dei casi, delle “prenotazioni” dei migranti interessati alla traversata e della raccolta degli importi dovuti per il viaggio, della movimentazione e della custodia del contante, di trovare i gommoni, della loro conduzione in mare e, infine, del primo collocamento dei passeggeri in luoghi a disponibilità dell’ organizzazione. Nel corso delle indagini è stato possibile ricostruire l’organizzazione e l’esecuzione di 5 traversate. Grazie alla stretta cooperazione tra gli investigatori e la componente aeronavale della Guardia di Finanza (Gruppo di Esplorazione Aeromarittima di Messina e Reparto Operativo Aeronavale di Palermo), è stato possibile monitorare in “diretta” lo sbarco sulle coste trapanesi, riuscendo ad intercettare i 14 migranti sbarcati e a sequestrare oltre un quintale di sigarette di contrabbando. La banda aveva programmato altri viaggi, non andati a buon fine per i controlli in mare svolti dalla Finanza. Se portati a termine avrebbero portato nelle casse dell’associazione criminale oltre 100.000 euro.

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