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Maira: “la sentenza che mi condanna non è definitiva”

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“Da avvocato so perfettamente che le sentenze vanno rispettate, ma quando queste sono definitive. E questa di appello della Corte dei Conti, che mi riguarda, non è definitiva, quanto meno per la differenza della giurisprudenza contabile siciliana rispetto a quella delle altre Regioni”. Lo afferma Rudy Maira, già deputato dell’Ars. Ieri i giudici d’appello della Corte dei Conti di Palermo con sentenza 1/2017 hanno condannato Maira, ex capogruppo dell’Udc e del Pid, a risarcire la Regione con 407 mila euro per l’utilizzo non a fini politici dei fondi per i gruppi parlamentari all’Ars. L’indagine, che ha anche portato a un procedimento penale, ancora in corso, è stata condotta dai finanzieri del Nucleo di polizia Tributaria di Palermo. “Ad oggi comunque una cosa per me è importante: dalla lettura della sentenza emerge che a titolo personale non ho incassato alcuna somma di danaro del gruppo ma – afferma – i contributi concessi dall’Assemblea regionale siciliana sono stati utilizzati per esigenze del gruppo e dei suoi componenti che poi sono i destinatari dei contributi erogati. L’utilizzo di questi contributi è stato caratterizzato dal rispetto delle norme interne dell’Ars e dalla prassi consolidata alle quali mi sono attenuto”.

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