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Le opere di Lilli Mangiacavallo allo Spazio Cannatella

Amuri, biddizzi e bona crianzaAmuri, biddizze e bona crianza”: è il titolo dell’esposizione di acquerelli e disegni che lo Spazio Cannatella, in via Papireto 10 a Palermo, ospiterà da oggi fino all’11 maggio, tutti i giorni dalle 16:00 alle 19:30.

La mostra, a cura della palermitana Lilli Mangiacavallo, architetto e pittrice , è patrocinata da FederArt, organismo della Confederazione Italiana Esercenti Commercianti che si occupa della valorizzazione di artisti, letterati e musicisti locali, con l’obiettivo di determinare politiche di crescita territoriale attraverso la cultura.

Tema della mostra – le opere sono in tutto 22 – è l’ospitalità che spesso si traduce in accoglienza, generando amore e bellezza: una relazione virtuosa che si instaura tra turisti e palermitani, tanto da indurre non di rado i primi a rimanere in città, complici gli incontri fortunati con donne e uomini che successivamente diventano mogli e mariti.

Contenuti che si sposano perfettamente con il senso della “Settimana dell’Ospitalità turistica”, che fa da cornice alla Borsa del Turismo “Travelexpo”, in corso a Palermo ed alla quale la CIDEC ha aderito con entusiasmo, confermando la propria vocazione di associazione di categoria attiva non soltanto sul versante della tutela degli operatori economici, ma anche l’attenzione alle politiche sociali votate al dialogo interculturale.

“La mostra dell’architetto Mangiacavallo – spiega il presidente provinciale della CIDEC Salvatore Bivona – rappresenta il contributo che la CIDEC, grazie alla collaborazione con lo Spazio Cannatella, ha voluto dare alla Settimana dell’Ospitalità turistica, consapevole della necessità di rilanciare il ruolo dell’arte nei processi di sviluppo economico che investono il territorio”.

“I miei lavori – spiega Lilli Mangiacavallo – nascono dall’esperienza quale collaboratrice in seno ad un negozio in via Maqueda, dove spesso entrano turisti a fare shopping, entusiasti della visita a Palermo, ma anche dall’osservazione di alcuni immigrati: ho immortalato i loro volti, ispirandomi alle foto di Mc Curry, inarrivabile maestro, di recente esposte alla GAM”.
L’ingresso è libero.

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