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La Regione non risponde alla richiesta di accesso atti. La prima fu inoltrata nel 2014

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Il Forum siciliano acqua e beni comuni e il Comitato promotore della proposta di legge di iniziativa popolare e consiliare per la ripubblicizzazione dell’acqua in Sicilia chiedono al presidente della Regione Rosario Crocetta un incontro sull’applicazione della legge sull’acqua varata nel 2015. Nei giorni scorsi è stata reiterata la richiesta d’accesso agli atti, di cui il primo blocco risale al 2014, mentre i successivi, richiesti per il tramite della IV Commissione ambiente risalgono al febbraio 2016. “E’ evidente – afferma la coordinatrice del Forum, Antonella Leto – che se c’è tanta reticenza nel voler consegnare gli atti richiesti.

L’attendismo dell’assessorato non è che una azione dilatoria inaccettabile, che lascia presagire ulteriori manovre volte alla privatizzazione dell’acqua in Sicilia. Gli atti che Crocetta e l’assessore Contrafatto avrebbero dovuto emanare dall’approvazione della legge 19/15 sono, a distanza di un anno e mezzo, ancora da venire. La scelta di rinunciare a resistere all’impugnativa presso la Corte costituzionale della legge 19/15 ed anzi annunciare, ma non presentare, modifiche alla stessa per sottometterla alla volontà accentratrice e privatizzatrice del governo nazionale, dimostrano in modo inequivocabile come questo esecutivo regionale e il suo presidente abbiano fin qui preso in giro i siciliani con false promesse sull’acqua pubblica”.

“Tutti sanno – afferma il rappresentante del Comitato, Michele Botta – che i costi di gestione del sistema idrico integrato, compresi gli investimenti ‘privati’ ricadono sulla tariffa che pagano i cittadini e che privatizzare equivale a privare di un bene pubblico e collettivo le comunità a favore di società per azioni o addirittura, come accade in Sicilia, di una multinazionale quotata in Borsa, Veolia, che fa profitti in tutto il mondo utilizzando i finanziamenti pubblici”.

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