Gustovagando

La granita siciliana: origine e ricetta

Granita_brioche

di Francesca Pace 

La granita è un dolce al cucchiaio introdotto dagli arabi. La bevanda ghiacciata, chiamata sherbet, era aromatizzata con il succo della frutta o acqua di rose.

Come si preparava la granita? Si usava raccogliere la neve caduta sull’Etna e conservarla in grandi costruzioni di pietra chiamate nivieri. In estate la neve veniva prelevata, “grattata” e aromatizzata.
Nel 1500 il metodo di conservazione e preparazione cambiarono. Alla neve si aggiunse il sale marino e i “contenitori” di pietra furono sostituiti dai pozzetti, secchi di zinco al cui interno era posta una manovella attraverso la quale si miscelava la neve evitando la formazione di cristalli di ghiaccio.

Nel corso del novecento, questo dolce al cucchiaio si diffuse tra i nobili e per accontentare i loro palati s’introdussero nuovi gusti come il caffè e la menta. Ancora una volta il metodo di conservazione cambiò: il pozzetto fu sostituito dalle gelaterie.

Non esiste una ricetta “originale” per la granita perché da provincia in provincia cambiano i gusti e la consistenza. Nella Sicilia, infatti, orientale la granita è semi-liquida, mentre nella parte occidentale dell’isola ha una consistenza più omogenea. I gusti più diffusi a Catania sono pistacchio, gelsi neri, pesca, fragola, mandarino, ananas, mentre a Messina la vera specialità è la granita al cacao. A Ragusa la granita è preparata con le mandorle, a Trapani con il gelsomino.

Vi proponiamo la ricetta per la granita al limone, gusto classico e rinfrescante.
Per preparare la granita al limone occorrono:

  • 500 ml di acqua
  • 250 gr di zucchero semolato
  • 50o ml di succo di limone

Procedimento
Versate l’acqua in un pentolino, portate a bollore e aggiungete lo zucchero. Quando si sarà sciolto del tutto, spegnete il fuoco e lasciate raffreddare. Aggiungete il succo dei limoni allo sciroppo aiutandovi con una frusta. Mettete il composto in freezer per mezz’ora in un contenitore coperto, dopo rimescolate per togliere la formazione di eventuali cristalli di ghiaccio e ripetete l’operazione per altre due o tre volte in base alla consistenza del composto. Raggiunta la compattezza desiderata, potete mangiarla anche accompagnata da una brioche.

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