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In Sicilia incontri nelle scuole su cyberbullismo. Diffusi dati polizia postale

polizia Postale

Tre casi di diffamazione on line; uno di minacce; tre di molestie; nove furti di identità digitali sul social network: sono i dati delle indagini sul cyberbullismo in Sicilia nel 2016. Sempre lo scorso anno gli agenti della polizia postale hanno visionati 296 siti internet, di questi 29 sono stati inseriti in black-list. Sono state arrestate sette persone e denunciate in stato di libertà altre 22 per reati di pedopornografia e sono state denunciate in stato di libertà complessivamente 296 persone per crimini informatici o per reati comunque collegati all’uso di dispositivi informatici (truffa online, diffamazione online, frode informatica, violazione del diritto d’autore).

Di questo si è parlato oggi in diversi incontri sul tema del cyberbullismo anche nelle scuole delle province di Palermo, Agrigento, Caltanissetta, Enna e Trapani. L’obiettivo del L’obiettivo del Safer Internet Day 2017 è un attività di formazione per insegnare ai ragazzi a sfruttare le potenzialità comunicative del web e delle community online senza correre rischi connessi al cyberbullismo, alla violazione della privacy altrui e propria, al caricamento di contenuti inappropriati, alla violazione del copyright e all’adozione di comportamenti scorretti o pericolosi per sé o per gli altri.

“Il nostro obiettivo – dichiara Vincenzo Macrì, Dirigente del Compartimento di Polizia Postale e delle Comunicazioni di Palermo – è definire, insieme con l’Istituzione Scolastica, un percorso che stimoli consapevolezza, rispetto delle regole e tolleranza nell’uso della rete. Desideriamo cioè opporre la forza della cultura e della conoscenza ad ogni comportamento che può risultare lesivo, invitando nello stesso tempo giovani e giovanissimi ad adottare, prima di ogni altra cosa, le cautele necessarie a tutela della loro privacy. Prevenzione e formazione sono infatti gli strumenti più efficaci per far sì che i giovani imparino a navigare con prudenza in internet e per aiutare, allo stesso tempo, i genitori a conoscere i mezzi a loro disposizione per proteggere i figli dai pericoli del web”.

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