Cronaca

Imprese asservite alle cosche, 25 arresti della finanza in Calabria Sicilia e Lazio

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Operazione dei finanzieri del Comando provinciale di Reggio Calabria, con il coordinamento della Dda, hanno eseguito in Calabria, Sicilia e Lazio un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di 25 persone accusate, a vario titolo, di associazione mafiosa, turbata libertà degli incanti, frode nelle pubbliche forniture, corruzione e falso ideologico in atti pubblici. Si tratta delle persone – tra le quali diversi imprenditori e un dipendente del comune di Gioia Tauro – sottoposte a fermo il 19 gennaio scorso nell’ambito dell’operazione “Cumbertazione” a conclusione dell’indagine condotta dal Gico del Nucleo di polizia Tributaria di Reggio, che ha colpito i profili imprenditoriali della cosca Piromalli operante nella piana di Gioia Tauro.

Oltre a loro, oggi, è stato arrestato un funzionario dell’Anas che non era stato interessato dal provvedimento di un mese fa. Dall’inchiesta è emerso un cartello di oltre 60 società che, attraverso la presentazione di offerte precedentemente concordate, è stato in grado di determinare l’aggiudicazione di appalti pubblici per oltre 90 milioni di euro. Nel corso dell’operazione è stato eseguito anche il sequestro preventivo di 38 aziende per un valore complessivo di circa 200 milioni di euro. Nell’inchiesta coinvolti anche quattro siciliani: Francesco Migliore, 55 anni, palermitano, Filippo Migliore, 48 anni, originario di Cammarata, in provincia di Agrigento ed ancora Alessio La Corte originario di Santo Stefano Quisquina e Vito La Greca anche lui di Santo Stefano Di Quisquina. Per i quattro sono stati disposti gli arresti domiciliari.

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