Cultura

Il Genio di Palermo, chi è veramente?

genio villa giulia

Da secoli il nume tutelare, raffigurato in diversi punti della città, veglia sui palermitani al fianco della Santuzza

di Francesca Pace 
Camminando per le strade di Palermo vi sarà sicuramente capitato di vedere alcune rappresentazioni del Genio, ma chi è e cosa rappresenta?
Il Genio di Palermo è il nume tutelare della città, un’entità soprannaturale che protegge Palermo con Santa Rosalia. È chiamato anche semplicemente Genio o Palermo. Infatti, quando in occasione della festa della Santa patrona, i palermitani gridano “Viva Palermo e Santa Rosalia” intendono dire “Viva il Genio e Santa Rosalia”.

Le origini del Genio sono pre-romane, ma circa la simbologia non si hanno informazioni certe. Le rappresentazioni del Genio sono di natura diversa – mosaico, dipinti, statue – ma sono accomunate dagli stessi elementi: il serpente, la corona, lo scettro, il cane e l’aquila.
Il serpente indica la prudenza e la conoscenza associata alla forza fisica, ma anche la fertilità, la rinascita e il rinnovamento. La corona e lo scettro sono simboli della regalità, mentre il cane indica la fedeltà. Infine, l’aquila rappresenta la città.

genio porto di palermoLa raffigurazione più antica si trova al porto di Palermo al cui ingresso fu collocato un cippo, nel 1590 in seguito alla costruzione del Molo Nuovo. L’altorilievo marmoreo posto al lato del cippo mostra il Genio come un uomo barbuto e coronato che stringe un serpente intento a nutrirsi al suo petto. Il serpente indica qui Scipione l’Africano che sconfisse i Cartaginesi di Annibale anche grazie all’aiuto dei Palermitani.

 

 

 

 

 

palazzo-delle-aquile-comune-vet18297184_136185490257662_357642388_oNel 1596 nelle cantine di Palazzo Pretorio – sede del Comune – venne ritrovata una statua del Genio chiamata Palermo u nicu. La statua fu collocata su di una colonna in porfido e marmo di Billiemi, alla cui base si trovano due paggi scolpiti da Gagini e Di Battista. Sul marmo è incisa la frase “Panormus conca aurea suos devorat alienos nutrit”, ossia “Palermo, conca d’oro, divora i suoi e nutre gli stranieri”. Osservando attentamente la facciata del Palazzo si potrà notare un piccolo Genio, posto sopra l’aquila che si trova tra due finestre dell’edificio.

 

 

 

 

 

Il Genio del Garraffo, detto anche Palermo lu grandi, fu realizzato da Pietro de Bonitate nel 1483. In origine la statua era collocata sopra i cinque cannoli bronzei della fontana del palermo lu grandi genioGarraffo, ma fu poi spostata nell’edicola muraria di via Argenteria, alla Vucciria. Probabilmente la statua fu commissionata dai mercanti stranieri che lavoravano all’interno del mercato.

 

 

 

 

genio piazza rivoluzioneIl Genio di piazza Rivoluzione risale al XVI secolo ed è posto al centro della fontana. La scultura è legata ai moti del 1848, iniziati quando la moglie di un patriota mise sulle spalle del Genio il tricolore in segno di ribellione contro la dominazione borbonica. Da allora il nume divenne protettore laico della città, simbolo di libertà e riscatto per i cittadini.

 

 

 

 

La raffigurazione che meglio si è conservata nel corso del tempo è situata all’interno di Villa Giulia e risale al 1778. La statua, in marmo di Carrara, si trova al centro di una fontanagenio villa giulia realizzata dallo scultore siciliano Ignazio Marabitti. Qui, oltre al serpente, sono presenti altri due animali simbolici: l’aquila e il cane. Questa rappresentazione del Genio, senza dubbio la più elegante, fu utilizzata sulle banconote da 500 e 1000 lire emesse alla fine dell’Ottocento dal Banco di Sicilia.

 

 

 

 

 

 

Oltre alle sculture, abbiamo un famoso dipinto realizzato da Vito D’Anna nel 1760, considerato uno dei capolavori del barocco siciliano. L’opera si trova nel soffitto del salone da ballo dipalazzo isnello palermo Palazzo Isnello, nei pressi della Cattedrale, ed è un’allegoria trionfale di Palermo.

 

 

 

 

 

 

genio di palermoIl Genio è stato raffigurato anche nel mosaico posto sopra la porta della Cappella Palatina, all’interno del Palazzo dei Normanni. Qui il nume tutelare della città è più giovane e muscoloso. Al suo fianco troviamo i volti di Ferdinando II e sua moglie Maria Carolina, sovrani borbonici e committenti di alcuni mosaici che decorano la Cappella.

 

 

 

 

 

Il fascino che ruota attorno al Genio si è diffuso nel corso dei secoli esprimendosi attraverso forme artistiche diverse quali la scultura e la pittura. Nel 2010 l’artista Fabrice de Nola ha realizzato un’immagine in pixel del Genio della Vucciria inserendovi un Qr code da cui scaricare informazioni sulla storia della statua.
Da secoli il Genio veglia sulla città con la Santuzza, non ci resta che dire allora “viva Palermo e Santa Rosalia”.

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