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I sindacati commemorano Portella della Ginestra

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I segretari generali di Cgil, Cisl e Uil Susanna Camusso, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo hanno aperto le celebrazioni del Primo Maggio con la deposizione di una corona al cimitero di Piana degli Albanesi dove sono sepolte le vittime dell’eccidio di Portella della Ginestra, nei 70 anni dalla strage. Sul posto Serafino Petta, 86 anni, sopravvissuto all’eccidio. Il sindaco di Piana Vito Scalia accompagna Bindi, mentre alcuni cittadini hanno chiesto alla presidente della commissione la pubblicazione degli ulteriori atti sulla strage. “Abbiamo chiesto tutto quello che c’era e abbiamo pubblicato tutto quello che abbiamo”, ha risposto Bindi. “Noi chiediamo gli atti istruttori della Procura di Palermo sui mandanti che sono archiviati”, ha spiegato Francesco Petrotta dell’Associazione Portella.

Il corteo dei sindacati per la celebrazione nazionale con i segretari di Cgil, Cisl e Uil Susanna Camusso, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo è partito dalla Casa del Popolo di Piana degli Albanesi in direzione della Casa del Partigiano, sempre nella località siciliana. In testa al corteo c’è anche la presidente della commissione Antimafia Rosy Bindi. Da qui la celebrazione, che avviene in una giornata di pieno sole, si sposterà quindi a Portella della Ginestra sul Memoriale della strage di 70 annni fa, dove i segretari confederali terranno i propri discorsi.

La segretaria nazionale della Cgil, Susanna Camusso, in occasione delle celebrazioni per il 1 maggio invita a “immaginare delle politiche per rilanciare il lavoro, per dare una risposta alla disoccupazione, in particolare alla disoccupazione giovanile”. Lo ha detto a margine delle celebrazione per la festa dei lavoratori. Camusso invita “a smetterla con politiche che hanno continuato a immaginare che sono le regole che cambiano il mondo del lavoro, invece il grande tema è come si crea il lavoro, come si fa un piano straordinario, come si trovano le risorse, a partire dal fatto che in questa lunga stagione di crisi in pochi si sono arricchiti e molti hanno visto invece impoverire la loro condizione. Serve quindi giustizia fiscale, lotta all’evasione, lotta alla corruzione, tutti temi che sono all’origine alla grande lotta per le terre, che segnano una lunga scia di sangue compresa Portella della Ginestra negli anni 40 in Sicilia”.

In Italia “il divario tra Nord e Sud del Paese è sempre più evidente”. Tale divario, ha spiegato, “è legato a investimenti, a delle scelte di fare del Patto per il Sud la continuazione di una politica di mille rivoli di risorse, invece che un’idea strategica di come collegare concretamente il Sud al resto del paese e come investire per una creazione di lavoro”. “Il fatto che oggi stiamo commentando il ritardo con cui partono i progetti – ha aggiunto Camusso – ci dice della mancanza di un’idea strategica di come collegare il Sud, di come anche una politica di riduzione delle risorse nella pubblica amministrazione nelle competenze tecniche, nell’innovazione, siano ragione dei ritardi e delle distanze anche i fondi strutturali”.

“Se c’è una cosa che la crisi ha insegnato al Paese è che o tutto il Paese riparte, a partire dal Sud, o non supereremo mai totalmente la crisi”. Lo afferma la segretaria generale della Cisl Annamaria Furlan “Parlare di Sud è parlare di investimenti importanti, infrastrutturali, sull’occupazione, sulla ricerca, di cultura del lavoro e della legalità”, aggiunge. “L’emergenza che da tanti anni attraversa il nostro paese è il tema del lavoro: come rilanciamo l’economia del paese, lo sviluppo e la crescita e come creaiamo occupazione – aggiunge Furlan -. Per i tanti disoccupati, in modo particolare i giovani, per i tanti lavoratori e le tante lavoratrici che ogni giorno temono di perderlo, il lavoro”.

“Abbiamo bisogno di un nuovo patto federativo unitario. Perché con l’unità possiamo battere tutti coloro che cercano di abbatterci sul lavoro”. Lo ha detto il segretario generale della Uil Carmelo Barbagallo, intervenendo dal palco della celebrazione nazionale dei sindacati per il Primo Maggio. Barbagallo ha poi rivolto un appello a “rimettere in sicurezza il lavoro per rimettere in sicurezza il Paese” e ha chiesto al Governo e alle imprese di terminare la politica dei bonus.

“Basta bonus che un giorno ci sono e il giorno dopo spariscono, i nostri giovani non sono un flipper” con cui giocare, ha detto. L’appello del segretario Uil è stato poi quello di “ridare potere d’acquisto ai lavoratori e ai pensionati perché si inneschi un meccanismo di sviluppo credibile. Il 70% delle nostre imprese lavorano per il mercato interno – ha ricordato -, ma se non ci sono i soldi, andranno in crisi”. “Basta con questa austerità. Lo dicono tutti, ma non lo fa nessuno. Lo dicono tutti, ma in Europa vanno per aggiustare i conti. Non era questa l’Europa che i nostri padri pensavano, non è questa l’Europa che possiamo lasciare ai nostri figli”.

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