Cronaca

Giornata delle Foibe, nonostante le commemorazioni resta un eccidio poco ricordato (Video)

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Oggi l’Italia si ferma e ricorda l’eccidio ordinato da Tito più di 70 anni fa ai danni della popolazione italiana che abitava le zone del Venezia Giulia e Dalmazia.

Nonostante le numerose commemorazioni in tutto lo stivale, il ricordo degli esuli istriani, fiumani e dalmati trova poco spazio nei media. A Roma il sindaco Raggi ha depositato una corona d’alloro al monumento del Milite Ignoto, Milano questa mattina si è svegliata tappezzata di striscioni in ricordo del massacro, alla Camera sono intervenuti i rappresentanti dei gruppi parlamentari mentre il leader di Fratelli d’Italia-AN Giorgia Meloni, insieme a Matteo Salvini, hanno preso parte alla commemorazione svoltasi al sacrario di Basovizza, a Trieste. In un post su Facebook, la Meloni estendeva l’invito anche al Presidente della Repubblica che puntualmente ha declinato.

Palermo risponde all’appello. Al Tempio Munito Fortezza Mistica di via Alessandro Scarlatti, i ragazzi di Azione Talos e Gioventu’ Nazionale depositeranno una corona di fiori e leggeranno delle testimonianze di chi ha vissuto quegli attimi. Domani invece è previsto un presidio di Casa Pound in via Ruggero Settimo.

Ma nonostante l’istituzione della giornata del ricordo non è mancata qualche polemica a quanto pare poi chiarita; a Catania il dirigente scolastico del Liceo Mario Cutelli ha vietato ai ragazzi di allestire una mostra dentro l’istituto. “Trovo paradossale e vergognosa la decisione del dirigente scolastico di negare al Comitato 10 febbraio e ai ragazzi di Assalto studentesco l’autorizzazione per allestire, all’interno dell’Istituto, una mostra in ricordo delle vittime delle foibe”. Ad affermarlo Salvo Pogliese, ‘eurodeputato e coordinatore provinciale di Catania per Forza Italia. “Ancora nel 2017 c’è chi cerca di nascondere la verità sul massacro di migliaia di italiani da parte di gruppi partigiani comunisti – aggiunge Pogliese – che attuarono una vera e propria pulizia etnica della popolazione dell’Italia nord orientale”. “Ancora più grave – prosegue – è che a macchiarsi di ‘negazionismo’ verso una tristissima pagina della storia italiana sia una scuola che dovrebbe essere una fucina formativa per i nostri ragazzi, un luogo dove insegnare a guardare alla storia con imparzialità senza schermi ideologici, senza distinguere tra morti italiani di serie A e di serie B. “Evidentemente c’è chi è fermo agli anni ’70, incapace di insegnare ai suoi studenti un’imparziale analisi della storia d’Italia lontana dai settarismi”.

Celere la riposta della preside dell’Istituto. “Leggo con profondo rammarico accuse rivoltemi, accuse che mi vedrebbero attrice di un diniego alla commemorazione delle Foibe nella nostra Scuola. Strumentalizzare il ricordo è un atto indegno. Alla proposta di allestire una mostra, espressa da un nostro alunno, alla presenza del Direttore dei servizi e di alcuni docenti di questa scuola nella mia presidenza, ho risposto con chiaro apprezzamento offrendo agli studenti della nostra scuola l’opportunità di allestire una mostra storica nell’aula magna e di tenerla attiva per più giorni affinché, a turno, tutte le classi potessero visitarla guidati dai loro docenti di Storia. Ho quindi più volte sollecitato la presentazione del progetto esecutivo ed il coinvolgimento del Dipartimento di Storia e della nostra docente di Diritto, coordinatrice delle attività di Alternanza Scuola Lavoro. La richiesta di “autorizzazione spazio espositivo mostra fotografica 10 febbraio: io ricordo!” di allestimento della mostra da lunedì 6 a sabato 11, a firma esclusiva di un alunno, è arrivata sul mio tavolo solo martedì 7 febbraio! Vedere che il ricordo di un terribile eccidio – conclude la preside – possa essere strumentalizzato mediante trappole mediatiche eterodirette, mi fa comprendere la necessità di attivare interventi più mirati per potenziare le competenze dei nostri alunni e farne cittadini consapevoli e rispettosi della società che li circonda”. Ma nonostante queste polemiche di poco conto, in effetti l’eccidio delle Foibe è ancora poco ricordato. Non si è mai dato il giusto peso ad una vicenda, che ha visto per decenni dominare un silenzio assordante. Di seguito un video che ricorda il terribile fatto di sangue.

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