Cronaca

Furti di auto con estorsione, quattro arresti

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Questa mattina la Squadra Mobile ha dato esecuzione a quattro ordinanze di custodia cautelare. L’operazione segue le indagini concluse nel dicembre scorso con l’arresto di 25 persone responsabili a diverso titolo di associazione per delinquere finalizzata alle estorsioni perpetrate a seguito del furto di veicoli secondo il cosiddetto sistema del “cavallo di ritorno”, nonché di rapina, furto e ricettazione di veicoli.

Il gruppo colpito in quell’occasione si era dimostrato capace, nel corso di un mese, di portare a termine all’incirca 100 furti di auto con un guadagno approssimativo di 200mila euro.

Con l’operazione di questa mattina gli uomini della Sezione Criminalità Organizzata hanno arrestato Vincenzo Cancemi, al quale è stato contestato il reato di estorsione, nella forma tentata, aggravato dalla previsione dell’art. 7 d.l. 152/91, per aver imposto agli appartenenti all’associazione per delinquere il pagamento del “pizzo”.

“In ragione degli elementi raccolti nel corso delle attività di indagine – spiegano dalla Questura – il Giudice per le Indagini Preliminari ha riconosciuto il pieno inserimento di Vincenzo Cancemi in “Cosa Nostra” e ha attribuito alla condotta dello stesso la finalità, non episodica bensì ripetuta con costanza nel tempo, di avvantaggiare la famiglia mafiosa Pagliarelli”.

Insieme a Vincenzo Cancemi, nella mattinata odierna sono stati arrestati altri tre soggetti, già destinatari della misura degli arresti domiciliari nel mese di dicembre. Nei loro confronti il Giudice per le Indagini Preliminari ha disposto l’aggravamento del regime cautelare, prevedendo l’applicazione della custodia in carcere, in ragione delle gravi e reiterate violazioni delle prescrizioni imposte dalla misura all’epoca applicata.

Nello specifico, sono stati arrestati Ciro Lucà, per aver veicolato al Cancemi le informazioni relative all’operazione di Polizia conclusa a dicembre e per averlo informato del suo possibile coinvolgimento;  Pietro  Di Mariano e  Gioacchino Lo Buono, per aver pianificato versioni concordate e per aver perpetuato le proprie condotte criminali.

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