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Fiumefreddo lascia Riscossione Sicilia. “Sono stanco, ho paura per me e per i dipendenti”

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Antonio Fiumefreddo alla fine ha ceduto. Stanco delle continue lotte, dei contrasti ha deciso di lasciare “Riscossione Sicilia”. “Basta mi dimetto, non posso più andare avanti. Temo per me ma soprattutto per i dipendenti di Riscossione Sicilia che rischiano il posto perché i deputati e alcuni poteri forti pur di far fuori me vogliono chiudere la società e farla fallire”. Sono state queste le parole che hanno sancito la fine dell’esperienza in Riscossione.

Una lotta durata mesi, uno scontro all’ultimo sangue fra l’avvocato catanese e l’Ars. L’ultimo episodio la scorsa settimana, quando Fiumefreddo in commissione aveva parlato di infiltrazioni mafiose a Palazzo dei Normanni, ed era stato allontanato dal palazzo. Anche l’assessore Alessandro Baccei, aveva scritto una nota riservata al governatore Crocetta chiedendogli di revocare Fiumefreddo perchè non aveva presentato bilancio e piano industriale.

Fatto smentito dallo stesso Fiumefreddo che invece dice di aver comunicato tutto con tanto di ricevuta di risposta dalla Regione. Insomma troppi contrasti, troppe pressioni. Per questi motivi l’ormai ex presidente di Riscossione Sicilia ha deciso di lasciare. Ha ringraziato il governatore Crocetta per averlo sempre sostenuto, ma “la mia azione di lotta all’evasione evidentemente non è stata gradita”, ha detto. A breve la lettera formale a Palazzo D’Orleans.

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