Politica

Elezioni regionali in Sicilia il 5 novembre. L’annuncio di Crocetta. Si lavora a gare patto per il sud

rosario crocetta

Le elezioni regionali in Sicilia si terranno il 5 novembre”. L’annuncio in conferenza stampa del governatore della Sicilia Rosario Crocetta.

“Nonostante una campagna elettorale accelerata e le polemiche, il governo vuole portare avanti risultati importanti per la Sicilia. Ieri abbiamo fatto il punto sull’attuazione del Patto per il Sud con la Regione siciliana, abbiamo fatto accertamenti d’entrata per il 10% del finanziamento. Entro quindici giorni siamo pronti a far partire le gare per circa 600 milioni di euro”.

Per il governatore della Sicilia la qualità delle cure e prestazioni in Sicilia “è migliorata” e pure i dati ministeriali lo avrebbero certificato se “non ci fosse stata questa campagna infame contro i vaccini che ha creato un allarmismo e un blocco delle vaccinazioni in tutta la Sicilia”. Nei giorni scorsi il ministro della Salute Beatrice Lorenzin aveva affermato che in Sicilia e in altre quattro regioni non si è raggiunta la “soglia minima” delle cure garantite ai cittadini dal Servizio sanitario, ovvero dei Livelli essenziali di assistenza, “nonostante un miglioramento dei conti negli ultimi anni”.

Il governo regionale e la commissione parlamentare hanno fatto un lavoro eccezionale. Abbiamo totalmente rivisto il piano del precedente governo che avrebbe portato alla chiusura di decine di ospedali in tutta la Sicilia e cancellato tutti gli ospedali delle zone disagiate e tante altre realtà. Li abbiamo salvati attraverso un’intuizione che poi è diventata la linea nazionale del ministero: non ospedali generici ma alti punti di specializzazione che trasformano la sanità siciliana in eccellenza”.

“Quando ci siamo insediati nel 2012 la Sicilia era in rivolta. Erano in rivolta – ha detto – i sindacati dei medici, degli infermieri e degli ordini professionali ed erano in rivolta i manager della sanità e i sindaci, perché nelle ipotesi del piano precedente c’era lo smantellamento di una rete diffusa di piccoli ospedali che avrebbe creato una situazione disastrosa per tutti, concentrato l’attività sanitaria nei grandi centri, soprattutto i capoluoghi e le città metropolitane, creando una serie di problemi non solo ai territori periferici ma anche agli abitanti delle grandi città, che si sarebbero viste arrivare una massiccia richiesta di prestazioni sanitarie che non avrebbero potuto essere evase in tempi celeri”.

In alto