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Dipendenza da smartphone: le donne sono più soggette degli uomini

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Lo conferma uno studio condotto dalla Binghamton University su 182 studenti

di Francesca Pace 

Secondo uno studio americano condotto dalla Binghamton University – State University di New York e pubblicato su Information Systems Journal, le donne sono più soggette alla dipendenza da smartphone rispetto agli uomini.

Durante la ricerca è stato chiesto a 182 studenti del college di descrivere le loro abitudini giornaliere. In base alle risposte gli studenti sono stati suddivisi secondo le categorie: riflessivi, regolari, altamente coinvolti, fanatici e dipendenti. Dai dati emerge che il 7% degli studenti sono dipendenti e il 14% fanatici. Entrambi i gruppi hanno manifestato difficoltà relazionali e problemi sul posto di lavoro a causa della necessità di controllare anche solo per un secondo lo smartphone.

Secondo Isaac Vaghefi, uno degli autori dello studio, “si può prevedere che la dipendenza aumenterà a mano a mano che ci saranno avanzamenti, applicazioni, giochi e gadget”. Inoltre, Vaghefi ha elencato quattro campanelli d’allarme per riconoscere la dipendenza:

  • utilizzare lo smartphone per scappare dai problemi della vita;
  • controllarlo anche quando non suona;
  • diventare paranoici quando non lo si ha dietro;
  • evadere dalla vita reale per rifugiarsi in quella virtuale.

Gli studiosi hanno individuato un fenomeno chiamato allucinazione da vibrazione. Questo disturbo colpisce nove persone su dieci e conduce i soggetti a controllare il cellulare pensando di avere ricevuto messaggi che in realtà non sono mai arrivati.

Un altro effetto negativo che la dipendenza provoca è quello di allontanarci dalle persone che ci stanno vicino. Si passa sempre più tempo a chattare, scambiare foto, commentare post di persone che sono fisicamente lontane da noi e si rimane in silenzio con quelle che invece ci stanno accanto. Un comportamento molto diffuso è quello di usare lo smartphone mentre si svolgono altre attività come lo studio, il lavoro, lo sport e in luoghi in cui l’uso è vietato.

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