Cronaca

Corruzione: Girolamo Fazio ai domiciliari, arrestato l’armatore Ettore Morace. Bufera sulle elezioni di Trapani

mare nostrum00000000

I carabinieri di Trapani e Palermo hanno arrestato per corruzione l’armatore Ettore Morace, figlio del patron del Trapani calcio Vittorio, entrambi proprietari della compagnia di traghetti Liberty lines, il deputato regionale Girolamo Fazio, ex sindaco di Trapani, e il funzionario della Regione siciliana Giuseppe Montalto. L’indagine è coordinata dalla Procura di Palermo.

Arrestato nell’indagine per corruzione portata avanti dalla procura di Palermo, insieme al candidato a sindaco di Trapani Girolamo Fazio e all’armatore trapanese Ettore Morace, Giuseppe Montalto, 46 anni, coordinatore della segreteria particolare dell’assessore regionale alle Infrastrutture Giovanni Pistorio, è anche titolare di un’agenzia pubblicitaria che ha sede a Palermo, la “Dorian Gray – Comunicazione integrata”, che ha lavorato in vari progetti con la Regione, tra i quali l’inaugurazione del museo di Aidone dove è esposta la Venere di Morgantina. Montalto, posto ai domiciliari, in assessorato aveva svolto lo stesso ruolo, dal novembre 2014, con il precedente assessore Giovanni Pizzo; è un esterno all’amministrazione regionale e il suo è un incarico fiduciario. L’assessorato alle Infrastrutture è l’ente che ha bandito le gare sul trasporto marittimo con le isole minori.

Ettore Morace, 54 anni, l’armatore arrestato oggi dopo un’indagine anti corruzione, è figlio della prima moglie del patron del Trapani Calcio, Vittorio, e dalla fine del 2015 – quando il padre ha deciso di trasferirsi per buona parte dell’anno in Spagna – è a capo della Liberty Lines, società di trasporti marittimi che assicura oltre il 90% delle tratte in Sicilia. Questa sorta di monopolio, spinse Davide Mattiello, componente della Commissione parlamentare antimafia, a presentare un’interrogazione al governo rimasta ancora senza risposta. Del gruppo Liberty fa parte la famiglia degli armatori Franza di Messina. La società Ustica Lines è balzata agli onori della cronaca un paio di anni addietro quando Vittorio Morace fermò i traghetti e minacciò di licenziare i dipendenti, perché, a seguito di un contenzioso contrattuale con la Regione, l’Ente non aveva elargito i contributi. Nell’aprile scorso il gup di Trapani ha rinviato a giudizio il patron dell’Ustica Lines, Vittorio Morace, derubricando l’accusa contestata dalla Procura di interruzione di pubblico servizio, da aggravata a semplice. Già due anni fa, prima del passaggio delle consegne da Vittorio ed Ettore Morace, la Procura di Palermo stava indagando sulla società perché godeva di un aggio superiore alle aziende concorrenti. E da quelle indagini emerse che alcuni funzionari della Regione avevano avuto dei parenti assunti in seno alla Ustica Lines.

In alto