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Convegno a Palermo su riciclo e lotta alle Ecomafie

Rifiuti-elettronici

Il peso dell’economia circolare siciliana, nel 2016, è stato quello di 96 aerei di tipo Boeing 777 messi uno sopra l’altro. Ammontano infatti a quasi 13 milioni di chili i rifiuti tecnologici trasformati da Cobat in nuove materie prime da reimmettere nel ciclo produttivo dell’economia dell’isola. Sono questi i numeri emersi nel corso di “Economia Circolare in Sicilia: riciclo, legalità e lotta alle ecomafie per lo sviluppo del territorio”, organizzato da Cobat nella sede della Presidenza della Regione Siciliana a Palazzo d’Orleans. “L’Anac, solo qualche mese fa – dichiara l’Assessore Regionale all’Energia Contrafatto presente all’incontro – sulla gestione dei rifiuti del passato in Sicilia ha parlato, giustamente, di una transizione infinita, un tempo di mezzo segnato da una serie di logiche clientelari e condizioni di oligopolio.

Per andare oltre l’emergenza da tempo ho proposto capitolati di gara standard e regole precise e definite per tutti”. “Lottare contro le pratiche illegali – ha aggiunto Claudio De Persio, Direttore Operativo di Cobat – consente alle imprese che rispettano la legge di non subire la concorrenza sleale di chi si affida a soggetti non autorizzati, permette all’economia di beneficiare di nuove materie prime e ai cittadini di vivere in un ambiente pulito,magnificando il già enorme potenziale turistico della Sicilia”. “È un ambito nel quale ogni sacca di opacità – specifica Vicenzo Franza, Consigliere Delegato di Cobat e Presidente dell’impianto di riciclo siciliano Esi – danneggia quelle aziende che, con le immaginabili difficoltà di contesto, fanno della legalità la propria stella polare. Ma è anche, o forse proprio per questo, un ambito in cui è possibile una condotta antimafiosa praticata e non solo proclamata”

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