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Come dipingere un volto con la tecnica dell’acquerello

acquerello

di Vanessa Pia Turco 

Ritrarre un volto con l’uso degli acquerelli rappresenta un’esperienza davvero suggestiva per qualsiasi artista. La tecnica dell’acquerello è preferita di solito da chi ama disegnare in viaggio o all’aperto. Ma tutti possiamo cimentarci nella realizzazione di un ritratto anche stando seduti comodamente in salotto. Questa tecnica poi offre una bella luminosità ed una certa facilità e immediatezza nella stesura del colore e i materiali che occorrono sono davvero pochi: acqua, colori, pennelli e carta. Ecco alcuni semplici accorgimenti per liberare tutta la vostra creatività.

Per dipingere è bene disporre di uno spazio dove posizionare tutto il materiale occorrente. Sono necessari scaffali dove sistemare tele e cartoncini, barattoli dove riporre matite e pennelli, un cavalletto dove posizionare tele e fogli di grandi dimensioni ed un piano di lavoro rappresentato magari da un tavolo ampio e comodo dove poter lavorare in modo libero e spedito. È bene avere anche un quaderno di schizzi sia per le prove preparatorie dei dipinti che per sperimentare medium e stili diversi. Per l’artista questo quaderno è essenziale quanto una macchina fotografica per catturare i dettagli di un’immagine. Una particolare espressione del volto, un certo movimento dei capelli a prescindere dal colore e dallo sfondo. Per lavorare bene è essenziale avere un’illuminazione appropriata per valutare l’intensità dei colori e per non sforzare troppo la vista. L’ideale è poter disegnare vicino alle finestre che guardano a nord, come sosteneva Leonardo Da Vinci, poiché la luce si mantiene uniforme pressoché tutto il giorno. Nel caso di persone che amano lavorare nelle ore serali o quando la luce naturale è insufficiente si può ricorrere a lampadine di una certa intensità.

Nel ritratto le occasioni per esercitarsi sono innumerevoli. Basta recarsi in un ristorante o a teatro ma anche in palestra o al parco. L’importante è cogliere tutto ciò che ci regala un’emozione particolare. Un bimbo che gioca, una mamma che abbraccia il figlio, una ragazza che ci guarda in modo enigmatico. Il volto rappresenta una sfida per qualsiasi artista data la sua mobilità e complessità. Certo uno studio anatomico del corpo umano può sempre tornare utile ma si possono seguire alcune regole per fare uno schizzo abbastanza appagante. Innanzitutto si possono tracciare delle linee che creeranno una mappatura del volto. Una linea verticale al centro del viso e l’altra che la taglia a metà e che indicherà la posizione degli occhi. Si crea poi una piccola linea orizzontale più in basso per la posizione delle narici. Si procede poi ad abbozzare il naso e la bocca e ad aggiustare il disegno creando luci e ombre. Infine si colora il viso con gli acquerelli scegliendo i punti di maggiore luminosità e le zone dove il colore sarà più spesso e meno trasparente.

Nella tecnica dell’acquerello le pennellate sono rapide per cui è indispensabile avere tutto a portata di mano. Sulla superficie dove si lavora, di solito orizzontale, è bene posizionare un barattolo d’acqua dove immergere i pennelli da usare, una carta da cucina o stracci per le sbavature, i tubetti dei colori e un cartoncino resistente dove poter dipingere. Gli acquerelli sono composti da pigmenti mischiati a gomma arabica, acqua e glicerina. In commercio si presentano in tubetto oppure in apposite vaschette di colore essiccato e per la pittura occorre diluirli con acqua. La loro natura liquida permette di ottenere una gamma molto ampia di colori lucidi e luminosi. La consistenza però può variare grazie a dei medium come la pasta addensante, l’ox gall e la gomma arabica. Ad esempio nel caso della pasta addensante l’acquerello può risultare più denso e corposo. I pennelli sono morbidi e flessibili, a manico corto e a punta piccola. Possono essere di martora, più pregiati, o di pelo di bue, più elastici e duraturi. Una buona carta per acquerello è realizzata con fibre di cotone, rimane stabile a contatto con l’acqua e consente un assorbimento uniforme del colore.

L’ACQUARELLO NELLA STORIA
Gli antichi Egizi utilizzavano colori a base d’acqua per dipingere le tombe e le pareti dei templi e solevano disegnare su fogli di papiro mentre in Cina e Giappone si realizzavano paesaggi con finalità religiose. Ma la vera affermazione dell’acquerello la si ritrova in epoca medievale soprattutto ad opera dei fratelli fiamminghi Paul, Herman e Jean Limbourg che realizzarono il libro D’Ore molto apprezzato dalle autorità del tempo. Questo tipo di pittura ebbe i risultati migliori in epoca rinascimentale con gli studi preparatori di Michelangelo e Leonardo Da Vinci. Solitamente in passato questa tecnica dato il costo molto alto della carta veniva utilizzata piuttosto di rado ma poi, a partire dal ‘700, divenne il mezzo espressivo preferito da pittori inglesi come William Taverner, Paul Sandby e John Robert Cozens e da pittori francesi come Jean-Gabriel Moreau, Charles-Joseph Natoire e Jean-Louis Desprez. Da ricordare infine Cézanne, Gauguin e Manet che utilizzarono gli acquerelli per creare delle opere di grande valore.

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