Cultura

Cervelli in fuga: il 30% degli studenti siciliani scelgono atenei fuori dall’Isola

libri

Difficilmente in Italia è possibile trovare regioni accoglienti quanto la Sicilia: una verità che riguarda il clima, il calore delle persone ed i meravigliosi paesaggi della Trinacria. Purtroppo, però, questa è una regola che trova la sua eccezione della didattica: gli atenei siciliani, infatti, stanno conoscendo una crisi senza precedenti, fatta di aule che si svuotano, di immatricolazioni che colano a picco, e di un’offerta formativa sempre più inadeguata agli standard richiesti dal mercato del lavoro. Non sorprende, dunque, il numero degli studenti siciliani che decidono di abbandonare l’Isola per andare a frequentare gli atenei delle altre città.

Università in Sicilia: “fuitina” di cervelli

Più che di fuga, forse è il caso di parlare di “fuitina”: ovvero della classica scappatella romantica compiuta dai giovani siciliani del dopo-guerra, che fuggivano dal controllo dei genitori per consumare e per obbligarli a riconoscere la neonata coppia. Ed in fondo proprio di amore si parla, anche quando questa coppia è rappresentata dai giovani siciliani e dalle università, fondamentali per creare le premesse di una professione e della relativa indipendenza economica. Stando ai dati illustrati durante la IX edizione de “Le Giornate dell’Economia del Mezzogiorno”, mai come in questo momento il giovane studente siciliano sceglie di vivere questa storia appassionante iscrivendosi presso un ateneo di un’altra regione dello Stivale. Secondo i numeri, infatti, il 30% dei giovani siciliani emigra per scansare le difficoltà legate alle università locali.

Siciliani fuori: quali sono i motivi?

Quali sono, dunque, i motivi che spingono gli studenti della Sicilia ad abbandonare l’Isola per iscriversi presso gli atenei delle altre zone d’Italia? Innanzitutto la decisione dei piani alti di non assegnare alle università pubbliche i corsi di studio più avanzati ed attuali: un impoverimento formativo che, ovviamente, delude chi vorrebbe iscriversi ad un corso di laurea in grado di garantire più sbocchi sul mercato del lavoro di oggi e di domani. Inoltre, anche la burocrazia non manca mai di girare il suo coltello nella piaga.
In questo senso, esiste una via alternativa: gli atenei online. Parliamo di una realtà relativamente nuova che ha portato una ventata d’aria fresca alle ambizioni degli studenti siciliani: l’Unicusano, ad esempio, è una università privata a Palermo che permette agli iscritti di frequentare le lezioni da casa, grazie all’accesso alla piattaforma di e-learning. Basta avere un pc connesso ad Internet, dunque, per approfittare di un’offerta formativa unica nell’Isola, seguendo le lezioni per via telematica e solo agli orari migliori per gli studenti.
Immatricolazioni al Sud: il termometro segna -500.000
Stando a quanto riferito dal Presidente della Fondazione Curella Adriano Giannola, la Sicilia non è l’unica regione del Sud a soffrire di questa preoccupante fuga di giovani studenti. Il termometro, in questo senso, è impietoso: -500.000 immatricolazioni, che hanno finito per riempire gli atenei di tutta Italia. E la colpa è anche della crisi, da sempre vissuta con più violenza nelle regioni meridionali: una crisi che necessita dell’intervento immediato dello Stato, che deve assolutamente arginare questa emorragia per non spaccare in due un Paese già di suo economicamente e socialmente diviso.

In alto