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Bindi: “Riina rimane il capo di Cosa nostra, è pericoloso”

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“Riina è stato e rimane il capo di Cosa Nostra ma perche’ tale rimane per le regole mafiose”. Ha continuato a partecipare alle numerose udienze che lo riguardano dimostrando di conservare lucidità fisica e in qualche modo anche fisica”. Così la presidente della Commissione parlamentare Antimafia Rosy Bindi aprendo la seduta odierna della Commissione, sull’esito del sopralluogo svolto ieri presso l’Ospedale Maggiore di Parma, dove è ricoverato in regime di 41 bis, Totò Riina. “Conserva immutata la sua pericolosità concreta e attuale, è perfettamente in grado di intendere e volere, non ha mai esternato segni di ravvedimento”. “Mi sono recata ieri, senza avvertire le strutture interessate e ho chiesto ai vicepresidenti della Commissione Fava e Gaetti di accompagnarmi in questo sopralluogo. Si è potuto constatare che il detenuto con i quale si è preferito non interloquire era è sedia in rotelle in buon ordine con sguardo vigile: Riina si alimenta autonomamente è sotto osservazione medica e costantemente assistito da equipe infermieri”.

Bindi ha quindi spiegato che ieri, “senza preavvertire le strutture interessate”, è andata presso la sezione detentiva dell’ospedale nel quale è ricoverato Riina e presso la sezione del 41 bis della casa circondariale di Parma e ha chiesto ai vicepresidenti, senatore Gaetti e onorevole Fava, insieme alle dottoresse Sabella e Rinaldini e al dottor Comparone, “di accompagnarmi in questo sopralluogo”. La camera dove si trova è di confortevoli dimensioni, assolutamente corrispondente a una qualsiasi stanza di degenza ospedaliera, dotata di bagno privato attrezzato per i disabili, e in ottime condizioni igieniche”. “Il personale medico ha inoltre spiegato che Riina si alimenta autonomamente, è tenuto sotto stretta osservazione medica – quasi “a vista” – per il controllo delle sue patologie che peraltro, allo stato, non presentano manifestazioni acute, e, per quanto attiene alle sue generali condizioni di decadimento fisico, è costantemente assistito da una equipe di infermieri che lo accudisce più volte al giorno per ogni necessità.

Dal punto di vista intellettivo, come chiarito dai medici e come confermato dagli agenti del GOM addetti alla sorveglianza h24, Riina interloquisce normalmente con il personale medico, paramedico e della polizia penitenziaria, svolge i colloqui con i familiari e con il suo difensore, scrive lettere ai parenti e legge senza difficoltà quelle che riceve, partecipa alle udienze sebbene ciò comporti uno spostamento temporaneo presso la casa di reclusione di Parma e solo in rare occasioni ha dovuto rinunciarvi ma non per sua volontà bensì per la contraria indicazione dei sanitari in relazione alla sua salute”. Bindi ha ricordato che dal gennaio 2016 ad oggi, Riina è stabilmente ricoverato nel reparto detentivo di una struttura ospedaliera pubblica di Parma; anche nel periodo successivo a questo ricovero ha continuato a partecipare, in videoconferenza, alle numerose udienze che lo riguardano, “così dimostrando di conservare lucidità psichica e anche una certa capacità fisica tanto da sottoporsi ai continui trasporti presso la casa di reclusione di Parma – dove si trova la sala per la celebrazione delle udienze a distanza – per poi fare rientro, in giornata, in ospedale”; dopo la pronuncia della Cassazione, è stata attivata la procedura per la predisposizione di un letto ospedaliero di nuova tecnologia per il caso in cui il detenuto dovesse rientrare in carcere

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