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Antonello Cracolici convoca il direttore dell’Aia sul fallimento dell’Aras. Intervento sindacati e M5s

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L’assessore regionale all’Agricoltura, Antonello Cracolici, ha convocato il direttore generale dell’Aia (Associazione italiana allevatori), ente al quale sono affidati per legge i controlli funzionali per la tenuta dei registri genealogici, per discutere della grave crisi che si è determinata a seguito della notifica della procedura di fallimento dell’Aras (Associazione regionale allevatori della Sicilia). L’incontro è stato fissato per mercoledì prossimo a Palermo.

Anche i sindacati di categoria Flai Cgil, Fai Cisl, Uila Uil e Confederdia intervengono sulla vicenda del fallimento dell’Aras, associazione regionale allevatori, chiedendo all’Aia, l’associazione nazionale di riferimento, di “disporre un atto di reclamo finalizzato alla sospensione della sentenza del Tribunale fallimentare e di avviare un’ interlocuzione con il curatore fallimentare per la ripresa delle attività dei lavoratori”. La sentenza è di ieri e a seguito di essa sono stati apposti i sigilli alla sede regionale dell’associazione e sono stati sospesi i lavoratori.

I sindacati chiedono anche un incontro urgente con l’assessore regionale all’agricoltura affinché possano essere rispettate le scadenze per accedere ai premi Pac “visti i reali problemi di liquidità dell’Aras”. “E’ una vicenda paradossale – scrivono i rappresentanti delle quattro sigle sindacali nella nota inviata alle istituzioni regionali, al direttore dell’Aia e al Commissario dell’Aras – considerando il nostro impegno di questi mesi, con tutte le forme contrattuali, per salvaguardare i lavoratori e le attività, con l’approvazione anche di una riorganizzazione del lavoro che agevolasse l’ente nel tenere i conti in equilibrio”. I sindacati chiedono la ripresa delle attività; all’Aia e al governo regionale dunque un incontro “per concertare le iniziative finalizzate ad evitare l’interruzione del pubblico servizio svolto dall’Aras nel settore zootecnico”.

“Il fallimento dell’Associazione regionale allevatori della Sicilia, dichiarata ieri dalla sezione fallimentare del tribunale di Palermo, potrebbe provocare il crollo dell’intero settore zootecnico siciliano, e della provincia di Ragusa in particolare”. E’ l’allarme lanciato dalla deputata del M5s all’Ars Vanessa Ferreri. “Era noto da tempo – afferma – che l’Aras navigasse in cattive acque, sia a causa del fatto che la Regione ha progressivamente diminuito negli anni il contributo che le versa, sia per colpa di una quasi decennale gestione commissariale che non ha fatto altro che aggravare e accelerare il collasso organizzativo, finanziario ed amministrativo dell’ente”, spiega la parlamentare iblea”.

“L’unica soluzione per dare stabilità organizzativa all’associazione allevatori e serenità ai lavoratori era quella dell’accorpamento ‘in convenzione’ delle funzioni, del personale, delle sedi e delle attrezzature dell’ente con l’Istituto sperimentale zootecnico della Sicilia, una proposta condivisa dal M5S e apprezzata anche dall’allora assessore regionale all’agricoltura Dario Cartabellotta, ma poi mai attuata da questo governo, a dimostrazione ancora una volta del suo totale disinteresse verso i problemi dell’agricoltura siciliana”, continua Vanessa Ferreri. “A farne maggiormente le spese – continua Ferreri – sono gli allevatori della provincia di Ragusa, dove si concentra un’ampia fetta della zootecnia siciliana.

Già moltissimi di loro sono stati truffati dal fallimento della Ragusa Latte, una cooperativa di 160 aziende zootecniche che improvvisamente ha registrato in poco tempo pesantissime passività a fronte di una situazione florida sino a qualche anno fa. Adesso devono anche subire il fallimento di un ente la cui direzione non ha fatto altro che dilapidare l’intero patrimonio attraverso delle spese di gestione alquanto allegre, tra rimborsi spese, autovetture in leasing , promozioni e aumenti di stipendi ad alcuni dipendenti al fuori dal concerto sindacale e dal Contratto nazionale di lavoro, oltre che l’assunzione di un cospicuo numero di personale amministrativo che, per le finalità alle quali l’Aras era preposto, suscita qualche perplessità, e non a caso è arrivata la dichiarazione di fallimento”. “Si riuniscano subito congiuntamente le commissioni legislative competenti, perché adesso è una corsa contro il tempo per evitare il collasso del settore”, conclude.

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