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Anfe, la Uil scrive al prefetto di Palermo: “Percorsi formativi a rischio, possibile dispersione scolastica”

Claudio Parasporo (2)

Una lettera indirizzata al prefetto di Palermo Antonella De Miro, per chiedere un incontro urgente con i sindacati, i vertici dell’assessorato regionale all’Istruzione e alla Formazione professionale e l’attuale commissario straordinario dell’ANFE Costantino Garraffa per individuare soluzioni finalizzate a garantire la continuità delle attività per l’Ente, sottoposto ad una procedura di avvio della revoca d’accreditamento da parte del Dipartimento Regionale all’Istruzione, a seguito di un provvedimento restrittivo riguardante l’ex legale rappresentante.

A siglare la nota, il segretario regionale della Uil Sicilia Giuseppe Raimondi, il segretario generale Uil Scuola Sicilia Claudio Parasporo e il responsabile regionale della Uil Scuola Antonino Panzica, che esprimono preoccupazione per “i millecinquecento allievi dell’ANFE che saranno costretti ad interrompere il proprio percorso formativo malgrado i sacrifici e la dedizione del personale amministrativo e docente”.

Le preoccupazioni del sindacato – che ha più volte lanciato l’allarme sul peggioramento delle condizioni di lavoro del personale proclamando uno sciopero iniziato il 14 marzo e la cui conclusione è prevista per il 25 del mese corrente – si concentrano dunque non solo sui lavoratori, ma anche sugli studenti, per i quali “si preannuncia difficile raggiungere il completamento dei percorsi avviati”.

Attualmente, l’accreditamento dell’Ente è stato sospeso in via cautelativa per sessanta giorni, nell’attesa del completamento della procedura avviata, anche se è stata concessa la possibilità di completare i corsi già in fase di svolgimento.

“Il nostro ordinamento – spiegano i sindacalisti riferendosi al decreto legislativo 226 del 2005 – garantisce gli studenti che scelgono percorsi di istruzione e formazione alternativi ai licei e agli istituti tecnici: occorre pertanto garantire agli allievi dell’ANFE la continuità delle lezioni, anche per scongiurare fenomeni quali la dispersione scolastica e l’abbandono degli studi”.

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