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Anche l’Unione degli Studenti Sicilia ha aderito allo sciopero indetto dalla rete “Non Una Di Meno”

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Un 8 marzo di lotta anche in Sicilia, anche l’Unione degli Studenti Sicilia ha aderito allo sciopero indetto dalla rete Non Una Di Meno in occasione della Giornata internazionale della donna. Sono stati indicati 8 punti per l’8 marzo, per ribadire, anche attraverso lo sciopero, il
rifiuto della violenza di genere in tutte le sue forme: oppressione, sfruttamento, sessismo, razzismo, omo e transfobia. Le donne, e non solo, scenderanno in strada ancora una volta in tutte le città italiane con cortei, assemblee nelle piazze, nelle scuole, negli ospedali, nelle università, per mostrare con forza che la violenza maschile contro le donne è una questione strutturale alla società, che attraversa ogni luogo, dalle case ai posti di lavoro, dagli ospedali alle università, dai media alle frontiere, e che in ogni luogo va contrastata. In quest’epoca
infatti la trasversalità della battaglia per l’autodeterminazione e la giustizia sociale è la principale istanza direttamente politica di stravolgimento complessivo, da cui nessuno può sentirsi escluso.

Se, in alto, i più ricchi al mondo secondo l’oxfam, sono uomini e bianchi, in basso coloro che subiscono più di tutti le disuguaglianze, donne, giovani, migranti, transgender, costituendo gli oltre 5 milioni di poveri nel nostro Paese, devono trovare spazi di ripresa di parola e azione, mettendo in discussione la democrazia costituita sulla loro esclusione e lottando invece per nuove forme di redistribuzione della ricchezza ed articolazione del potere a partire dal riconoscimento delle proprie istanze. Le studentesse e gli studenti siciliani hanno in programma di partecipare, in ogni città dell’isola, a cortei ed azioni dimostrative; di organizzare cineforum ed assemblee e di avviare meccanismi di sensibilizzazione sui social network.

Al centro delle rivendicazioni delle studentesse e degli studenti siciliani è sicuramente l’importanza all’interno di una legge regionale sul diritto allo studio di una nuova disciplina nel percorso scolastico: l’educazione sessuale e all’affettività, come nella nostra proposta di legge regionale per il diritto allo studio. Il sesso tra i giovani non è più un tabù, che genere di scuola è quella che non si adatta ai nuovi bisogni degli studenti e delle studentesse che la popolano. La lotta alla discriminazione, alla disuguaglianze, alla disparità, alla violenza di
genere, agli stereotipi comincia nelle scuole, noi non siamo una questione ma siamo una rivoluzione!

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