Politica

Amministrative Palermo, continuano le divergenze nel Partito Democratico

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Prosegue la faida nel Partito Democratico. Come per i guelfi e i ghibellini – le due fazioni opposte nella politica italiana dal XII al XIV secolo – anche il Pd è destinato a combattere una guerra civile fra i sostenitori di Andrea Orlando e Matteo RenziLe divergenze interne al partito sembrano non trovare fine e ne risente anche Palermo, prossima alle elezioni amministrative.

Da Roma arrivano dure critiche alle scelte fatte finora dalla segreteria Pd. Al ministro della Giustizia Orlando – attuale candidato al vertice del Pd – non è andata giù la decisione presa dalla segreteria provinciale di sostenere l’attuale sindaco Leoluca Orlando, abbandonando il simbolo del partito. Dure le sue critiche: “partito prostrato che non sa svolgere il ruolo di partito politico sul territorio”.

Come riportato oggi dal Giornale di Sicilia, altrettanto diretta è stata la risposta di Carmelo Miceli, segretario provinciale Pd, che parla una di una decisione presa all’unanimità a seguito di numerose riunioni e assemblee fra gli iscritti. “Tutti hanno condiviso la necessità di trovare il modo per ricomporre un fronte largo di centrosinistra, alternativo al populismo grillino e al centrodestra”.

Per Davide Faraone, esponente di punta della fazione renziana nonché attuale sottosegretario alla Salute, bisogna partire da Palermo per un nuovo progetto su scala nazionale del Pd. Si tratta di una scelta coraggiosa quella di riunire il centrosinistra come fronte unico in contrapposizione alle altre forze. Faraone parla di un “modello politico moderno e innovativo. Rinunciare al simbolo, non rinunciando alla propria identità”.

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