Politica

Al via le iniziative dell’Ugl Polizia di Stato per sensibilizzare la collettività sul riordino delle carriere

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“Il riordino delle carriere appena licenziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri umilia la dignità professionale delle donne e degli uomini della Polizia di Stato”. A protestare contro la legge delega è l’Ugl Polizia di Stato che scende in piazza in tutta Italia per manifestare il proprio dissenso con una serie di iniziative dal titolo “Vittime di fuoco amico”.

Anche a Palermo sono previsti sit-in davanti alla Questura e agli uffici di Polizia, come spiega il segretario generale provinciale dell’ Ugl Polizia di Stato Antonino Piritore che, in una nota, sottolinea la necessità di “riorganizzare i ruoli secondo i più moderni principi di efficienza, restituendo dignità professionale al personale”.

Secondo il sindacato, infatti, l’attuale progetto di riordino sarebbe caratterizzato da numerose incongruenze e criticità, “a partire dalla mancata attenzione in merito al ritardo dei concorsi che ha paralizzato le aspettative di carriera della base, causando una grave carenza di ruoli e l’eccessivo innalzamento dell’età media del personale sulle qualifiche apicali”.

“Elementi che – spiega Piritore – si ripercuoteranno negativamente sullo spirito motivazionale del personale, proprio in un momento storico che, invece, necessiterebbe di maggiore attenzione sul lavoro delle donne e degli uomini in divisa, in virtù dell’elevato spirito di sacrificio che ad essi si richiede”.

“Dopo 22 anni di attesa – continua il segretario – il riordino delle carriere avrebbe potuto rappresentare l’ occasione giusta per risarcire i poliziotti dei tanti errori e ritardi commessi dal dipartimento di pubblica sicurezza, ed invece ci ritroviamo nuovamente traditi da chi avrebbe dovuto difendere la nostra dignità professionale: esistono, fortunatamente, ancora i margini per rimediare”.

“Continueremo a far sentire il nostro malcontento – conclude l’esponente sindacale – evidenziando anche le opportune proposte di modifica di un riordino che solo in parte ha accolto le richieste che abbiamo formulato con insistenza, e che non possiamo accettare”.

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