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400 anni per il conservatorio Vincenzo Bellini di Palermo

Resti Chiostro Conservatorio dei Dispersi all'interno del conservatorio di musica

Fu fondato come orfanotrofio, poi si specializzò nell’insegnamento della cultura musicale. Il Conservatorio di Palermo celebra il quarto centenario con un ciclo di manifestazioni e concerti che sarà presentato domani dal presidente Gandolfo Librizzi. Il primo concerto “multisensoriale” si terrà il 4 marzo. Tra i più antichi in Italia, il Conservatorio “Vincenzo Bellini” venne istituito per volontà del viceré Pedro De Castro presso la chiesa della Santissima Annunziata del XIV secolo. All’inizio era stato concepito come orfanotrofio del Buon pastore che si dedicava alla cura e alla formazione degli “spersi mascoli”, ragazzi senza famiglia che venivano avviati verso un mestiere. La musica faceva parte della loro educazione. A partire dal 1721 divenne solo una istituzione per l’insegnamento canoro e un centro di produzione musicale di grande prestigio.

Dopo una fase di decadenza, il Conservatorio venne rilanciato dal barone Pietro Pisani che nel 1833 ne assunse la gestione amministrativa e lo dotò di un teatro, di nuovi strumenti e di nuove musiche manoscritte e a stampa. Fu Pisani, un benefattore illuminato che avrebbe rinnovato e reso più umana la “Real casa dei matti”, a chiamare come direttore Pietro Raimondi “celebrato compositore di musica sacra e teatrale per incredibili combinazioni nell’arte del contrappunto miracolo novissimo del secolo decimonono”. Da allora il Conservatorio di Palermo è stato il punto di riferimento di compositori come Francesco Cilea e Paolo Neglia e di importanti maestri e personalità musicali tra cui Guido Alberto Fano, Antonio Savasta, Pietro Ferro, Ottavio Ziino, Maria Elisa Tozzi, Eliodoro Sollima, Vincenzo Mannino, Salvatore Cicero.

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